L’EES è attivo, l’ETIAS arriva: la nuova frontiera per i viaggiatori extra-UE
Per decenni, la traccia dei suoi ingressi e delle sue uscite dalla Spagna è stata un timbro sbavato sul passaporto. Quell’epoca è finita. L’Entry/Exit System (EES) dell’UE ha completato il rollout graduale ed è pienamente operativo dal 10 aprile 2026: i viaggiatori extra-UE vengono ora registrati biometricamente — volto e impronte — e ogni ingresso e uscita è annotato centralmente.
Cosa cambia in pratica con l’EES
La famosa regola dei 90 giorni su 180 per i visitatori non è nuova. La novità è che ora la conta un computer, non la stima di un agente di frontiera:
- I giorni residui vengono calcolati automaticamente a ogni attraversamento.
- I soggiorni oltre il limite — anche involontari — vengono registrati e possono pesare sugli ingressi futuri.
- Il folklore del «tanto le date non le controlla nessuno», su cui contava qualche proprietario di seconda casa, è andato in pensione in silenzio.
I cittadini UE — italiani inclusi — non sono toccati: viaggiano con la carta d’identità e senza conteggi. Ma se ospita familiari o amici extra-UE, o se il suo coniuge non è comunitario, l’aritmetica del calendario merita ora la stessa attenzione della posizione fiscale. Come si conta oggi — la finestra mobile, il giorno esatto, la registrazione EES — è nella nostra guida alla regola 90/180.
ETIAS: un passo in più, ora senza data
Il secondo tassello, l’ETIAS, è un’autorizzazione di viaggio online per i viaggiatori esenti da visto — cittadini britannici inclusi —, simile all’ESTA americana: tariffa di 20 €, validità fino a tre anni, e non è un visto. Non è partito. L’UE ha tolto dalle sue pagine ufficiali l’obiettivo dell’«ultimo trimestre del 2026»: la data di avvio sarà annunciata con vari mesi di anticipo, e la stampa specializzata indica il 2027. Le regole prevedono inoltre una partenza morbida — un periodo transitorio di almeno sei mesi in cui si potrà ancora viaggiare senza ETIAS. Oggi non c’è nulla da richiedere: l’unico canale ufficiale sarà europa.eu, e qualunque sito che «raccolga domande» adesso le sta facendo pagare per niente.
Più di 90 giorni? Le vie che restano (per gli extra-UE)
Il golden visa spagnolo è terminato il 3 aprile 2025 — l’immobile non compra più la residenza. Le vie principali oggi:
- Visto non lucrativo — per chi vive di pensioni, risparmi o redditi passivi, con copertura sanitaria privata.
- Visto per nomadi digitali — per dipendenti remoti e freelance con clienti non spagnoli, con opzioni fiscali interessanti in alcuni casi.
- Permessi di lavoro e di lavoro autonomo — comprese le vie migliorate del regolamento sull’immigrazione in vigore da maggio 2025, che ha anche accorciato diversi percorsi di arraigo per chi è già in Spagna.
- Ricongiungimento familiare e le vie dei familiari di cittadini UE.
Ognuna ha soglie di reddito e documenti che cambiano di frequente — le cifre attuali le confermiamo il giorno in cui ce lo chiede, non da un vecchio articolo.
NIE ≠ residenza
Un’ultima confusione sempreverde: la NIE è un numero di identificazione — serve per comprare casa, aprire conti o pagare imposte. Non dà il diritto di vivere in Spagna. La residenza è una pratica separata, con i suoi titoli e i suoi rinnovi — per gli italiani, il certificato di registrazione UE.
La frontiera ora è digitale. Anche i suoi piani dovrebbero esserlo: contati, documentati e presentati nei termini.
Il nostro team residenza e immigrazione segue le pratiche dall’inizio alla fine, in dodici lingue di lavoro — ci racconti i suoi piani.
Questa nota è informazione generale, non consulenza legale. Per la sua situazione concreta, si faccia assistere da un professionista.
Si chiede come tutto questo si applichi al suo caso?
Una prima consulenza in sede o in video, in una delle nostre dodici lingue di lavoro.
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